Il 'respiro dell'atomo' secondo la teoria
quantistica, è stato misurato per la prima volta grazie alle
ricerche di uno scienziato ungherese che lavora e studia tra
Germania e Austria, appena pubblicate su Nature.
Lo
spazio di tempo più breve finora mai misurato, secondo
l'ungherese Ferenc Krausz, dura non più di 100 attosecondi,
cioè cento volte un miliardesimo di un miliardesimo di
secondo. Per avere un'idea di quanto sia veloce questo attimo
- ha spiegato Krausz che è professore all'Istituto di Fotonica
del Politecnico di Vienna (Tu) e direttore dell'Istituto di
ottica quantistica a Garching - bisogna pensare che se cento
attosecondi fossero un secondo, un minuto corrisponderebbe
all'età dell'Universo, cioè a 14 miliardi di
anni.
Krausz, che ha appena 41 anni essendo nato a Mor
in Ungheria il 17 maggio 1962, si è laureato in ingegneria
elettrica a Budapest nel 1985, ha preso il PhD. in elettronica
quantistica a Vienna nel 1991 dove ha una cattedra dal
1998.
Egli ha compiuto i suoi esperimenti all'Istituto
Max Planck di Garching, vicino a Monaco di Baviera in
collaborazione con l'università tedesca di Bielefeld, mediante
una tecnica che permette per la prima volta di studiare
processi iperveloci nell'orbita degli elettroni.
In
pratica Krausz e colleghi hanno stimolato gli elettroni
dell'involucro di un atomo con raggi X la cui durata viene
misurata nell'ordine degli attosecondi. In questo modo si è
riusciti a emettere lampi X di 250 attosecondi, e misurare
così un avvenimento durato solo 100 attosecondi.
Ma che
cosa è stato misurato esattamente? Il passaggio di un
elettrone dal suo stato di quiete, che grazie ad una carica di
energia adeguatamente potente si libera per un momento dal suo
legame atomico e si rende autonomo. La durata e il decorso di
questa 'emissione di elettrone' dà informazioni dirette sul
tempo necessario al processo di stimolo e rilassamento
(quest'ultimo è il ritorno all'iniziale livello di energia)
nell'involucro di elettroni dell'atomo.
'Siamo vicini a
poter osservare i movimenti degli elettroni all'interno degli
atomi e delle molecole', ha detto Krausz, secondo il quale ciò
permetterà di studiare a livello sperimentale la formazione e
il dissolversi dei composti chimici, permettendo un maggiore
controllo sul procedere delle reazioni chimiche.
Le
ricerche di Krausz per misurare attimi sempre più corti
forniscono nuovi strumenti per confrontare tra loro la
meccanica newtoniana e la fisica quantistica: nel modello
classico dell'atomo di Niels Bohr, gli elettroni inanellano i
loro giri intorno al nucleo ad una velocità che nel caso
dell'elettrone dell'idrogeno si aggira sui 150 attosecondi per
giro. 'Dal punto di vista della meccanica quantistica, questi
giri intorno al nucleo certamente non esistono, in quanto è
possibile solo dare la consistenza della distribuzione degli
elettroni intorno al nucleo dell'atomo' ha spiegato Krausz a
Vienna.
Se l'atomo di idrogeno è nella sua posizione
fondamentale, l'elettrone è in stato di quiete e quindi la sua
consistenza di distribuzione non si altera nel corso del tempo
- ha spiegato il fisico ungherese -, Quando si immette energia
e la consistenza dell'elettrone comincia a 'respirare', in
base alla teoria quantistica è probabile trovare questo
elettrone in un certo momento vicino al nucleo mentre in un
altro momento c'è grande probabilità di trovarlo lontano da
esso. Nel caso dell'idrogeno, il periodo di questa dinamica è
di circa 400 attosecondi, quindi in scala molto simile a
quanto aveva previsto Bohr con il suo modello classico molto
semplificato.
Con il nuovo metodo, ha spiegato Krausz,
è possibile ottenere 'istantanee' di questo movimento
quantistico e in pratica quasi un film del 'respiro
dell'atomo'. 'Questo è proprio uno dei nostri prossimi
progetti' ha preannunciato lo
scienziato.